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La resistibile forza di Berlusconi, ovvero: sta passando.

Genio dei tiranni. Quando nell’anima si desta una incoercibile voglia di affermarsi tirannicamente e alimenta senza posa il fuoco, persino una capacità modesta (in politici, artisti) diventa poco a poco una forza naturale quasi irresistibile.

F. Nietzsche “Umano, troppo umano

 Impossibile non fare paragoni con il nostro attuale presidente del Consiglio. Impossibile non leggere in lui, nei suoi gesti, nei suoi atteggiamenti e nelle sue parole “una incoercibile voglia di affermarsi tirannicamente”. Ovviamente dai tempi in cui Nietzsche scriveva ad oggi è passato del tempo e non è passato invano. Innestandoci sopra (con un po’ di violenza teorica, ma ogni innesto è in fondo una violenza) il Debord de “La società dello spettacolo” quella “voglia di affermarsi tirannicamente” non è da intendere più (o non solo) come voglia di comandare quanto come voglia di “piacere agli altri”: ci si potrebbe scrivere un trattato di psicologia su questa sua “sindrome di Zelig” (dal personaggio del film di Allen, non dal programma televisivo); quando andò in visita in Cina mi aspettavo pronunciasse, da un momento all’altro, la frase: “Anche io sono comunista”... Ed ecco che quella voglia, alimentata senza posa ormai da venticinque e passa anni, trasforma una capacità modesta (il Berlusconi uomo è, a dire il vero, ben poca cosa: un imprenditorino brianzolo di scarse e scarne letture ma di floride e copiose amicizie) in una forza naturale quasi irresistibile. Questo, ammettiamolo, egli lo è: una forza naturale quasi irresistibile. Quel quasi, prima o poi, ci permetterà di sbarazzarcene democraticamente.

Pubblicato il 19/4/2005 alle 18.27 nella rubrica tanto per dire.

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