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Scolapasta cercasi.

Una volta tanto D’Alema aveva ragione: quando profetizzò che Berlusconi
sarebbe finito “con lo scolapasta in testa”.
Nel caso vi fosse sfuggita leggete questa sobria dichiarazione, tratta dal
“Corriere della Sera”, mica da “Il Bolscevico”: (in queste ore dalla dispensa
di Villa San Martino deve sicuramente essere sparito uno scolapasta…)

«Non c'è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con
me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la
storia che ho io. Da un punto di vista personale se c'è qualcuno che ha una
posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di
questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole
dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia
bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri
se la sognano».

Ma come abbiamo fatto a ridurci in questo modo? 

Pubblicato il 19/4/2005 alle 17.23 nella rubrica tanto per dire.

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