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coscienzadiclasse
Una delle cose di cui più si avverte la mancanza. La coscienza di classe intendo. Non certo questo blog.


Diario


23 aprile 2005

Finalmente la svolta che tutti gli Italiani si aspettavano. Anche i comunisti come me.

Era ora. La tanto annunciata svolta c'è stata. Io, da comunista scettico quale sono, sinceramente pensavo si trattasse delle solite pastette tardodemocristiane, pensavo che si sarebbe risolto tutto con un paio di interventi correttivi, tanto per fare cagnara tra di loro e redistribuirsi le sedie per un nuovo giro di valzer (l'ultimo, si spera). Ed invece non posso che ritenermi soddisfatto, da cittadino di questo paese, per la sterzata che la maggioranza ha voluto imprimere alla sua azione di governo. Bisogna riconoscere quando si è in torto e non insultare il Cavaliere solo per il gusto di farlo come siamo abituati. Stavolta, devo ammetterlo, Berlusconi mi ha spiazzato. Bravo. Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe riuscito a tirare fuori un jolly come questo, un asso che per quattro anni si è pazientemente tenuto nascosto nella manica per poterlo tirare fuori adesso e stupirci tutti:

Stefano Caldoro al Ministero dell'Attuazione del Programma di governo.

E' proprio quello di cui il paese aveva bisogno. Solo una cosa però: chi cazzo è Stefano Caldoro?




permalink | inviato da il 23/4/2005 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


23 aprile 2005

La mia opinione sui Blog - (Minchia che titolo presuntuoso)

Mi sono avvicinato al mondo dei blog per curiosità, convinto che fosse la solita stronzata per gente abituata a rinchiudersi in casa davanti ad uno schermo a parlare di una qualche propria vita potenziale piuttosto che uscire e viverla sul campo. Gente pronta a discutere di fuffa con uno sconosciuto di Canicattì o di Rovereto ed allo stesso tempo pronta a togliere il saluto al proprio condomino se per una volta il cane del condomino piscia sul giardinetto comune di 1 metro quadro. Devo dire che mi sono ricreduto, ho avuto modo in questi quattro giorni di frequenza di leggere (e di scrivere) un bel po’ di salutare e sanissima fuffa ma anche di leggere (temo purtroppo non di scrivere) interventi profondi e di un certo spessore, di sentire le stesse storie che sento al bar e soprattutto di percepire che dietro lo schermo ci sono spesso delle persone vere e non delle altre macchine come avevo sempre sospettato. Non so quanto durerà questa mia infatuazione per il blog.  
Quasi tutte le miei innumerevoli passioni (escluse la lettura, le donne e la politica, non in quest’ordine e costantemente ferme alla fase B) sono passate per tre fasi principali:
A-Infatuazione improvvisa e totale
B-Apoteosi con momenti di dipendenza acuta e fortissima
C-Rottura di balle specularmente improvvisa e totale rispetto all'infatuazione.
Però per il momento  i blog mi sembrano una cosa carina, una cosa in più e non una cosa che monopolizza il tuo tempo (forse non ha giovato alla mia opinione sugli Internauti la conoscenza diretta di persone (anche della mia età) in stati di dipendenza da realtà virtuale quasi patologica…)

Un pregiudizio in meno ed un giudizio in più.




permalink | inviato da il 23/4/2005 alle 13:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


21 aprile 2005

Contro tutti i Revisciovinisti ed il 25 Aprile geneticamente modificato.

Tra poche ore, come consuetudine negli ultimi anni, si scatenerà in tutta Italia, sui giornali, in televisione e ovviamente anche su questa piattaforma blog l’ondata dei Revisciovinisti. Ondata ogni anno più arrogante e prepotente, come se le menzogne ripetute all’infinito potessero diventare infine Verità. Il revisionismo è una cosa seria ed anche necessaria, saranno gli storici a farlo. E’ improprio però dare la qualifica di “revisionisti” a coloro che pretendono o di abolire la festività del 25 Aprile o di farla diventare “altro” da quello che è sempre stata. Per questa categoria di persone il termine più adatto è Revisciovinisti dato che coniugano l’attitudine a voler riscrivere la storia (spesso senza averne le competenze) con i toni ed i tratti tipici del peggior sciovinismo nazionalista.

Il 25 Aprile è la ricorrenza dell’Anniversario della Liberazione dell’Italia dall’esercito nazista occupante e dai residui di un regime fascista in avanzato stato di putrefazione. Niente altro che questo. E per sineddoche è giustamente diventata con il tempo la festa dell’Antifascismo e di tutti gli Antifascisti.

Evitiamo che qualcuno la faccia diventare “altro” e la trasformi in una sorta di “festa geneticamente modificata” ennesima occasione per equiparare repubblichini e partigiani. Evitiamo che diventi la festa di tutti i revisciovinisti d’Italia. Il 25 Aprile tutti in Piazza con i Partigiani che ancora (r)esistono. Anzi, se vi è possibile, in questi giorni contattate le sedi ANPI più vicine a voi e chiedete loro se hanno bisogno di aiuto per organizzare i festeggiamenti. Ricordandoci dell'aiuto che ci hanno dato loro 60 anni fa..




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20 aprile 2005

Tanta voglia di una cosa piccola. Ma seria...

A pochi giorni dalla riccorrenza che più amo, che più sento "mia" e che più mi emoziona, metto una citazione da uno dei libri che più ho amato, sentito "mio" e che ancora mi emoziona: Il Partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. Uno dei tanti libri sulla Resistenza, ma uno dei pochi capaci di parlare a tutti. Uno dei pochi libri in cui i personaggi, da ambo le parti, non sono tagliati con la motosega in buoni e cattivi tout-court (anche se, sia ben chiaro in tempi oscenamente revisionisti come questo, è ben evidente chi fosse dalla parte del torto e chi dalla parte della ragione)...
Ad un certo punto la città di Alba viene presa dai partigiani ed una delegazione partigiana va a parlamentare con i reggenti della Repubblica Sociale che devono lasciare la città per trattare la resa.
Uno dei repubblichini domanda al capo della delegazione partigiana: “Che cosa ne sarà dell’Italia se vincerete voi?
Il partigiano gli risponde: “Sarà una cosa piccola... Ma seria.”
Sono andato a braccio, non ricordo se le parole usate nel libro sono esattamente le stesse. ma il senso è quello.
In questi tempi di megalomania presidenziale, di grandi proclami sul ruolo dell’Italia nel mondo e di barzellette che non fanno ridere, spero che torni di nuovo, in tutti, la speranza di vivere in “un paese piccolo... Ma serio.




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20 aprile 2005

La politica è come la partita doppia: Dare/Avere

Dalla chiusa di una lettera di Paolo Cirino Pomicino (oddio, Paolo Cirino Pomicino, ma vi rendete conto chi è quest'uomo?) a Romano Prodi:

"Certo che comprenderai l'esigenza di sentire riaffermati quei valori per i quali ho speso una vita, resto in attesa di una tua risposta."

Bhe, avrà speso una vita per quei valori ma dovrebbe anche dirci quanto ha incassato...
Ma non sarebbe bello se per una volta, una soltanto, i dirigenti nazionali di Margherite, tricicli, querce ecc. ecc. lo rispedissero al mittente? Non sarebbe bello? Non vi sentireste meglio e più apposto con la politica?
Chiaro che non solo non lo rispediranno al mittente, non solo lo ri-accoglieranno a braccia aperte ma sono stati addirittura loro a volerlo…
Perché uno come me dovrebbe votare un’alleanza con dentro Cirini Pomicini e Sergi D’Antoni? Perché se uno come me poi non li vota i Nani Moretti ci accusano di essere NOI i responsabili della vittoria di Berlusconi?




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19 aprile 2005

Ratzinger papa

Secondo me c'era di molto meglio dentro il Conclave. Ma io, a quanto pare, non sono lo Spirito Santo.




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19 aprile 2005

La resistibile forza di Berlusconi, ovvero: sta passando.

Genio dei tiranni. Quando nell’anima si desta una incoercibile voglia di affermarsi tirannicamente e alimenta senza posa il fuoco, persino una capacità modesta (in politici, artisti) diventa poco a poco una forza naturale quasi irresistibile.

F. Nietzsche “Umano, troppo umano

 Impossibile non fare paragoni con il nostro attuale presidente del Consiglio. Impossibile non leggere in lui, nei suoi gesti, nei suoi atteggiamenti e nelle sue parole “una incoercibile voglia di affermarsi tirannicamente”. Ovviamente dai tempi in cui Nietzsche scriveva ad oggi è passato del tempo e non è passato invano. Innestandoci sopra (con un po’ di violenza teorica, ma ogni innesto è in fondo una violenza) il Debord de “La società dello spettacolo” quella “voglia di affermarsi tirannicamente” non è da intendere più (o non solo) come voglia di comandare quanto come voglia di “piacere agli altri”: ci si potrebbe scrivere un trattato di psicologia su questa sua “sindrome di Zelig” (dal personaggio del film di Allen, non dal programma televisivo); quando andò in visita in Cina mi aspettavo pronunciasse, da un momento all’altro, la frase: “Anche io sono comunista”... Ed ecco che quella voglia, alimentata senza posa ormai da venticinque e passa anni, trasforma una capacità modesta (il Berlusconi uomo è, a dire il vero, ben poca cosa: un imprenditorino brianzolo di scarse e scarne letture ma di floride e copiose amicizie) in una forza naturale quasi irresistibile. Questo, ammettiamolo, egli lo è: una forza naturale quasi irresistibile. Quel quasi, prima o poi, ci permetterà di sbarazzarcene democraticamente.




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19 aprile 2005

Io apro un blog ogni elezione di papa...

Appena mi sono aperto un blog hanno fatto un nuovo papa...
Per fare un nuovo governo cosa bisogna fare?




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19 aprile 2005

Sarò razzista ma non manderei mai mio figlio in una classe dove insegna Fini.

Tutta l'omofobia di Fini ed Af/fini finalmente ha una spiegazione psicanalitica... Avevano tanta paura che gli piacesse prenderla nel culo... Alla fine hanno scoperto che le loro paure erano fondate... Adesso però stanno esagerando




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19 aprile 2005

Scolapasta cercasi.

Una volta tanto D’Alema aveva ragione: quando profetizzò che Berlusconi
sarebbe finito “con lo scolapasta in testa”.
Nel caso vi fosse sfuggita leggete questa sobria dichiarazione, tratta dal
“Corriere della Sera”, mica da “Il Bolscevico”: (in queste ore dalla dispensa
di Villa San Martino deve sicuramente essere sparito uno scolapasta…)

«Non c'è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con
me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la
storia che ho io. Da un punto di vista personale se c'è qualcuno che ha una
posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di
questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole
dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia
bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri
se la sognano».

Ma come abbiamo fatto a ridurci in questo modo? 




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«Io sono stato abituato
dalla vita isolata,
che ho vissuto fino dalla
fanciullezza,
a nascondere i
miei stati d'animo
dietro una 
maschera
di durezza o dietro
un sorriso ironico.

Ciò mi ha fatto male, per molto
tempo:
per molto tempo i miei
rapporti
con gli altri furono un
qualcosa
di enormemente
complicato.»









































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