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Una delle cose di cui più si avverte la mancanza. La coscienza di classe intendo. Non certo questo blog.


Diario


26 aprile 2005

Il Natale non è la festa di Erode.

Siamo al 26 Aprile. Anche per quest’anno l’ondata revisciovinista è passata. Certo gli ultimi strascichi si trascineranno stanchi ancora per una paio di giorni (almeno su questa piattaforma). Ma ormai è andata. L’abbiamo sfangata anche quest’anno. Il vento ha fischiato ed i partigiani sono stati sepolti all’ombra di un bel fior.
Ed appunto perché ormai è andata che mi permetto di fare una considerazione su tutti coloro che appena si nomina il 25 Aprile subito, come cagnolini di Pavlov al suono della campanellina, rispondono con “si io sono antifascista ma questa deve essere una festa di libertà e quindi anche una festa contro tutti i totalitarismi e quindi anche una festa anticomunista”.
Un argomentazione di questo tipo si smonta da sola. Il 25 Aprile non potrà mai (e ripeto: mai) essere una festa anti-comunista. Mi sembra di dire un’ovvietà ma il motivo è semplice, che piaccia o meno, a quella Resistenza ed a quella Liberazione hanno partecipato anche decine di migliaia di comunisti. Hanno contribuito, con il sangue e con la vita, non con dei post sul proprio blog. Fare del 25 Aprile anche una festa anticomunista (o anche solo un occasione per attaccare i vari regimi di impostazione comunista) sarebbe come voler festeggiare il Natale facendone una festa, scusate la blasfemia, contro San Giuseppe e la Madonna. Certo noi sappiamo che la nascita di Gesù è opera principalmente dello Spirito Santo (così come, altro argomento di cui molti infarciscono i loro post, la Liberazione dell’Italia è opera soprattutto delle truppe americane). Ma perché negare a San Giuseppe ed alla Madonna l’importanza del loro ruolo? Perché negargliele il giorno di Natale? Le discussioni teologiche sull’immacolata concezione e sul ruolo di San Giuseppe lasciamole al giorno di Santo Stefano. Il giorno di Natale è il giorno di tutti. O meglio, non di tutti. Non può essere il giorno di chi Gesù (e la Repubblica Italiana) voleva ucciderlo nella culla. Non può essere il giorno di Erode. Ci sono 364 (e negli anni bisestili addirittura 365) giorni per perdonare Erode (non per dargli una pensione però) ma il giorno di Natale non può essere il giorno di Gesù e di Erode…
Un ultima considerazione: volete istituire una festa Anti-comunista? Fatelo. Voglio vederla la gente che scende in Piazza a protestare contro Berlinguer, Pajetta, Longo, Ingrao. La voglio proprio vedere. Che vi piaccia o meno almeno il 10% degli italiani si dichiara, ancora, orgogliosamente comunista. E non ha niente, ripeto niente, di cui vergognarsi per ciò che hanno fatto i comunisti italiani nella storia di questo Paese.

 

Ps. Mi scuso se con i paragoni con il Natale ho offeso la sensibilità religiosa di qualcuno. Non era mia intenzione farlo ed ho il massimo rispetto per tutti i tipi di spiritualità.




permalink | inviato da il 26/4/2005 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (62) | Versione per la stampa
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