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coscienzadiclasse
Una delle cose di cui più si avverte la mancanza. La coscienza di classe intendo. Non certo questo blog.


Diario


23 maggio 2005

Beato Maradona de la Bombonera - Etica ed estetica di uno sferico pezzo di cuoio.

Se dovessi salvare un solo frammento di Storia Minore del secolo appena trascorso, per tramandarlo ai posteri, sceglierei questo:

Il 22 giugno 1986 a Città del Messico si disputano i quarti di finale del Campionato del Mondo di calcio tra Argentina e Inghilterra. La partita, come spesso succede, ha risvolti che vanno ben al di là del cercare di far rotolare un pallone di cuoio dentro una rete. La guerra delle Falklands-Malvinas si è conclusa da poco e l’acredine tra i due paesi non è calata di un solo millimetro. Anzi, le parole hanno solo preso il posto dei mitra. Il primo tempo si conclude sullo 0 a 0. Fase di studio prolungata, direbbe il vate Ezio Luzzi (da non confondere con il poeta minore Mario Luzi). Ma nei primi minuti del secondo tempo succede uno di quelli avvenimenti che ogni tanto riescono a far amare il gioco del pallone anche ad un interista non praticante come me. Al 50° un cross teso come gli spettatori che seguivano quella partita (io avevo sei anni ma me lo ricordo ancora, è uno dei miei primi ricordi calcistici*) attraversa l’area di rigore dell’Inghilterra, Maradona salta e colpisce la palla. Gol. L’arbitro convalida tra le proteste dell’intera squadra inglese. Sin dal primo replay è evidente il tocco di mano. Qualche minuto dopo El Diego segnerà un gol straordinario che legittimerà la vittoria anche se quel gol di mano risulterà decisivo in virtù del gol di Lineker all’81° per l’Inghilterra

Beh, sarebbe solo un gol di mano, un gol irregolare, un infrazione alle regole clamorosa in un gioco che si chiama “Calcio”. Sarebbe un episodio da biasimare, da rimuovere, da non prendere come esempio. Sarebbe. Se non fosse che intervistato a fine partita sul suo tocco di mano Maradona risponde: “E’ stata la mano di Dio”. La mano de Dios.  Ora, una risposta come questa, non solo giustifica un comportamento di per se scorretto ed ingiusto ma addirittura lo esalta, lo innalza a vera e propria “categoria dello spirito”, gli da un significato etico che nessun tribunale morale potrebbe mai attaccare. Una simile dichiarazione, una frase così breve “E’ stata la mano di Dio” apre voragini di senso. Una frase del genere andrebbe collocata nelle antologie sulla poesia del Novecento. Ma non è solo poesia: è prosa, è la creazione di un mondo, è cosmogonia, è l’uomo che si fa Dio: c’è dentro Adamo e Prometeo, Icaro e Ulisse. Maradona da quel momento diventa la mano sinistra di Dio, diventa una protesi del nostro creatore. Una simile dichiarazione dovrebbe valere a Maradona quantomeno la beatificazione (se non addirittura la Santità, come cantato da Manu Chao in un brano dei Mano Negra del 1994).

* Chiaro che se uno ha un imprinting con il calcio di questo tipo poi non si appassiona al processo di Biscardi, ai Piccinini, ai Tosatti, alle moviole, alle gazzette ogni giorno uguali, alle Paola Ferrari e chi più ne ha per favore se li tenga.



Detto questo: quali sono, per voi, gli avvenimenti “minori” del secolo scorso che meriterebbero almeno la collocazione in appendice in una dispensa sulla Storia del secolo?



                             




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23 maggio 2005

Un pò di sani cazzi miei.

Grazie, di cuore, a tutti quelli che passano e lasciano un commento. In questi giorni sono impegnato nella stesura (spero definitiva) della mia tesi di laurea e ho pocchissimo tempo (purtroppo) da dedicare al mio ed agli altri Blog. Però mi fa piacere passare una volta al giorno e trovare qualche commento o anche solo un saluto da parte vostra... Un giro rapido dei blog continuo a farlo ma non sempre ho l'energia mentale per lasciare un commento (dopo dieci ore passate a scrivere è dura continuare a farlo).
Spero che presto tornerò ad essere più  presente per poter scambiare più di due parole ed un saluto.
  Coscienzadiclasse - Pietro.

Ps. Sulla situazione tafazziana che si sta creando nell'Unione preferisco non esprimermi. Non sarebbe giusto nei confronti delle madri di Rutelli e di De Mita, che rispetto profondamente e che sicuramente sono (o sono state) due sante donne.




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20 maggio 2005

Nuove povertà.

Tutta questa nuova povertà che c'è in giro a me non spaventa.
Ne ho ancora parecchia della vecchia da smaltire.




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18 maggio 2005

Parafrasando Flaiano.

Il berlusconismo è un orologio fermo che due volte al giorno segna l'ora giusta. 
La prima volta è stata a Catania, con la vittoria dello scugnizzo dalla chioma incomprensibile. La seconda sarà il non raggiungimento del quorum ai referendum.
Ma l'orologio è fermo (anche dove vince Forza Italia fatica ad arrivare al 10%) e non esiste orologiaio in grado di ripararlo.




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17 maggio 2005

Sulla vittoria di Catania.

Il riconfermato sindaco Scapagnini: "Hanno vinto i fatti."
Dato il suo nuovo ruolo da ministro non credevo che l'apporto di Miccichè nella campagna elettorale di Catania sarebbe stato così determinante.




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16 maggio 2005

Il Miracolo di San Bernardo.



La notizia delle rivelazioni della pentita.




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16 maggio 2005

Specie in via d'estinzione.

Da stasera in poi sarà ufficialmente impossibile vedere un berlusconiano doc. Chiunque dovesse avvistarne un esemplare è pregato di segnalarlo immediatamente alla più vicina sede della Protezione Animali.




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13 maggio 2005

A Van Gogh preferisco Voltaire. Attenzione post ad alta densita di relativismo. Astenersi fanatici. Di ogni tipo.

Ho visto ieri Submission, nella versione integrale scaricata da Internet e non nella versione Poket di Masotti. Si potrebbero dire tante cose.
Si potrebbe per esempio ipotizzare il seguente caso limite: un omossessuale, puttacaso di Castrovillari o di qualunque altro paesino del Sud, del Centro o del Nord Italia, osteggiato e quasi rinnegato dalla propria cattolicissima famiglia a causa delle sue preferenze sessuali, per ribellione decide, giustamente, di fuggire nella liberale Milano. Da dove, per contrastare certi pregiudizi, accetta di girare un documentario in cui, tra mille giuste considerazioni, si fa tattuare dei versi della Bibbia o del Vangelo sul pene o sulle chiappe.
Bene, quale sarebbe la reazione di fronte ad un caso limite di questo tipo? Si griderebbe alla provocazione fine a se stessa, alla blasfemia, all'oltraggio alla religione e si perderebbe di vista la questione centrale: la condizione degli omossessuali. Probabilmente nessuno, grazie al cielo, ucciderebbe il protagonista o il regista del documentario, anche se dubito che sarebbero esenti da minacce anonime o da titoloni di Libero e della Padania e da indignite puntate di Vespa.  
Più o meno questo, a mio modestissimo avviso, è quello che è successo nel caso di Submission: un problema reale, difficile, pesante come il trattamento riservato alle donne in molti paesi a religione islamica ed in molte comunità mussulmane anche in Europa ridotto al dibattito tra favorevoli e contrari ad un documentario, a mio avviso banale e ricco di provocazioni fini a se stesse, che non migliorerà la condizione di una sola donna islamica ma che in compenso alimenterà odii, ripicche, risentimenti.
Prima che qualche illuminato liberale mi rimproveri di giustificare in qualche modo l'assassinio di un uomo lo dichiaro in maniera netta, adirittura in grassetto: chi  ha ucciso Theo Van Gogh è un fanatico assassino, che non merita nessuna giustificazione. Di nessun tipo.
Ma, personalmente, non mi sento di affidare la mia visione di un fenomeno complesso come l'Islam ad un documentario di 11 minuti.

Si potrebbero dire tantissime altre cose sul rapporto fanatismo/religione. Ma siccome c'è chi lo ha fatto meglio di come potrei mai farlo io, e lo ha fatto qualche secolo fa, quando l'Islam era probabilmente molto più avanti dei cristiani su un sacco di questioni che oggi chiameremmo "diritti civili", mi permetto di riportare le sue parole e vi invito a leggerle, dalla prima all'ultima, perchè ne vale la pena. E' seguendo Voltaire e non Theo Van Gogh che si sconfigge il fanatismo.

FANATISMO. Dal dizionario filosofico di Voltaire.

Il fanatismo sta alla superstizione come il delirio alla febbre, come le furie alla collera. Chi ha delle estasi, delle visioni, chi scambia i sogni per la realtà, e le immaginazioni per profezie, è un entusiasta; chi sostiene la propria follia con l'omicidio è un fanatico. Juan Diaz, ritiratosi a Norimberga, fermamente convinto che il papa fosse l'Anticristo dell'Apocalisse e che avesse addosso il segno della Bestia, era soltanto un entusiasta; suo fratello Bartolomeo Diaz, che partì da Roma per andare ad assassinare santamente il proprio fratello, e lo uccise per amore di Dio, era uno dei più abominevoli fanatici che mai la superstizione abbia potuto produrre. Poliuto, che va al tempio, in un giorno di solennità, per rovesciare e infrangere le statue e i paramenti, è un fanatico meno orribile di Diaz, ma non meno sciocco. Gli assassini del duca Francesco di Guisa, di Guglielmo principe d'Orange, del re Enrico III, del re Enrico IV, e tanti altri, erano energumeni malati della stessa rabbia di Diaz. Il più disgustoso esempio di fanatismo è quello dei borghesi di Parigi che, la notte di san Bartolomeo, corsero ad assassinare, sgozzare, buttar giù dalle finestre, fare a pezzi i loro concittadini che non andavano a messa. Esistono fanatici di sangue freddo: sono i giudici che condannano a morte coloro che non hanno commesso altro crimine che quello di non pensarla come loro; e questi giudici sono tanto più colpevoli, tanto più degni dell'esecrazione del genere umano, in quanto, non trovandosi in un accesso di furore come i Clément, i Châtel, i Ravaillac, i Gérard, i Damiens, potrebbero, ci sembra, ascoltare la ragione. Una volta che il fanatismo ha incancrenito il cervello, la malattia è quasi incurabile. Ho visto certi epilettici che, parlando dei miracoli di san Paride, a poco a poco, loro malgrado, prendevano fuoco; gli occhi si infiammavano, le loro membra tremavano, il furore sfigurava loro il viso, e avrebbero ammazzato chiunque li avesse contraddetti. A questa malattia epidemica non c'è altro rimedio che lo spirito filosofico, il quale, man mano diffondendosi, addolcirà finalmente i costumi degli uomini, prevenendo gli accessi del male: perché, non appena questo male fa dei progressi, bisogna correr via, e aspettare che l'aria si sia purificata. Le leggi e la religione non bastano contro questa peste degli animi; la religione, invece di essere per loro un alimento salutare, si tramuta in veleno nei cervelli infetti. Questi miserabili hanno continuamente fitto in capo l'esempio di Aod, che assassina re Eglon; di Giuditta, che taglia la testa di Oloferne, dopo aver giaciuto con lui; di Samuele, che fa a pezzi re Agag. Non vedono che questi esempi, rispettabili nell'antichità, sono abominevoli oggi; essi attingono il loro furore nella stessa religione che lo condanna. Le leggi sono ancora impotenti contro questi accessi di furore; è come se leggeste un decreto del consiglio a un frenetico. Quella gente è persuasa che lo spirito santo che li pervade stia al di sopra delle leggi, e che il loro fanatismo sia la sola legge cui debbano ubbidire. Che cosa rispondere a un uomo il quale vi dice che preferisce ubbidire a Dio che agli uomini e che, di conseguenza, e sicuro di meritare il cielo sgozzandovi? Di solito sono le canaglie a guidare i fanatici e a mettere loro in mano il pugnale; somigliano a quel Vecchio della Montagna che faceva, si dice, gustare le gioie del paradiso a certi imbecilli, e prometteva loro un'eternità di quei piaceri di cui avevano avuto un assaggio, a condizione che andassero ad assassinare tutti coloro che egli avesse indicato. C'è stata al mondo una sola religione che non sia stata insozzata da fanatismo: quella dei letterati cinesi. Le sette dei filosofi non solo erano esenti da questa peste, ma ne erano il rimedio: perché l'effetto della filosofia è di rendere tranquillo l'animo, e il fanatismo è incompatibile con la tranquillità. Se la nostra santa religione è stata tanto spesso corrotta da questo furore infernale, bisogna prendersela con la pazzia degli uomini.




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11 maggio 2005

Maggio.

Gianfranco dì qualcosa di Destra, o anche non di Destra, ma di inciviltà. Gianfranco, ti prego, dì qualcosa di rozzo, di volgare, di repellente. Gianfranco gridaci qualcosa tipo "A froci!!!".
Gianfranco, per cortesia, dì qualcosa che ti distingua in negativo da Rutelli.




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9 maggio 2005

"Ri-vista. La rivista della Storia vista dal Futuro."

Messaggio promozionale.
Ri
-vista. Si tratta di una nuova rivista storiografica edita dal T.I.R. (Texas Institute for Revisionism). La cadenza sarà settimanale ed ogni dispensa affronterà la Storia da un punto di vista Retrofuturistico: basta con le inutili contestualizzazioni con cui, spesso, si è tentato di giustificare qualunque porcata commessa in stati sovrani non direttamente controllati dagli Stati Uniti a presidenza Bush. Questa visione retrofuturistica rappresenta una delle due grandi novità di questa collana editoriale. La seconda è la brevità. Basta con le argomentazioni, con cui spesso si può dire tutto ed il contrario di tutto. La brevità e la concisione sono le vie maestre per raggiungere la verità. Ogni numero della rivista sarà composto infatti di una sola frase ripetuta identica innumerevoli volte per le 40 pagine di cui si compone la rivista. Una stessa frase ripetuta più volte ha infatti immensamente più probabilità di essere presa per vera rispetto a lunghe e contorte argomentazioni. 
La prima dispensa è già uscita in occasione del sessantesimo anniversario della fine della guerra contro il nazifascismo. Questo il titolo, nonchè il testo completo:
1. Yalta fu un errore.
 
Prossime  3 uscite:
2. Il Trattato di Campoformio fu una boiata pazzesca.
3.
 La battaglia di Lago Regillo sarebbe andata diversamente se ci fosse stata Condoleeza Rice.
4. Al Congresso di Vienna si perse una grande opportunità.

Ovviamente le uscite non seguono nessun ordine cronologico. Sono a discrezione del T.I.R. e quindi può anche darsi che divergano da quanto preventivato.




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«Io sono stato abituato
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a nascondere i
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dietro una 
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Ciò mi ha fatto male, per molto
tempo:
per molto tempo i miei
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